Bellafra: un’estate di comunità

Due oratori, cento bambini, trenta animatori e un solo grande desiderio: crescere insieme.

Ci sono luoghi che, quando sono davvero vivi, non sono mai perfettamente in ordine.

Due oratori. Lo stesso stile. Sempre aperti. Sempre un po’ in disordine. Magliette colorate stese ad asciugare, palloni dimenticati in un angolo, scatoloni pieni di materiali, nastri, forbici, pennarelli ovunque. Il profumo del caffè che arriva dalla cucina già di prima mattina, quello del pranzo che inizia a prepararsi mentre fuori i bambini stanno ancora giocando. Le risate che si mescolano ai richiami degli animatori, una navetta che parte e un’altra che arriva, qualcuno che sistema un tavolo, qualcun altro che cerca un microfono scomparso cinque minuti prima.

Per chi passa da fuori può sembrare soltanto una grande confusione.

Per chi vive l’oratorio, invece, quella confusione ha un nome ben preciso: vita.

È questo il ricordo più bello che lascia il Grest 2026 della Comunità Pastorale Santissima Trinità, ispirato al tema Bellafra.

Quattro settimane vissute intensamente tra gli oratori di Laglio e Moltrasio, oltre cento bambini, una trentina di animatori, una ventina di volontari e un’intera comunità che ha scelto, ancora una volta, di mettersi in gioco.

La scelta di alternare le settimane tra i due oratori attivi della Comunità Pastorale non è stata soltanto organizzativa. È diventata uno stile. Significa abitare davvero entrambi i paesi, far sentire ogni oratorio una casa, permettere ai bambini di vivere spazi diversi ma un’unica comunità. Ed è proprio in questo stile che anche il caratteristico servizio navetta ha assunto un valore speciale: non semplicemente un mezzo di trasporto, ma un modo concreto per dire che nessuno deve sentirsi escluso. Ogni mattina e ogni pomeriggio il continuo andirivieni dei pulmini ha unito i paesi della valle in una piccola rete di incontri, sorrisi e attese.

Anche quest’anno il cuore pulsante del Grest sono stati gli animatori. I più grandi hanno assunto responsabilità sempre maggiori, imparando a guidare i gruppi, ad accompagnare i più piccoli, a risolvere imprevisti e a mettersi al servizio. Dietro ogni gioco riuscito, ogni laboratorio, ogni momento di festa c’è stato il loro entusiasmo, ma anche tanta preparazione e tanta voglia di crescere insieme.

Tra le novità più belle dell’estate c’è stata la nascita della SST Social Crew. Un gruppo di ragazzi che ha raccontato il Grest giorno dopo giorno attraverso fotografie, reel, podcast e contenuti social, imparando che comunicare non significa soltanto pubblicare qualcosa online, ma custodire e raccontare la bellezza di ciò che si vive. Un’esperienza che ha dato voce ai giovani e ha permesso a tante famiglie di sentirsi parte dell’estate anche da casa.

Nel pieno del Grest la comunità ha vissuto anche un momento di particolare gioia con il

40° anniversario di ordinazione sacerdotale di don Paolo,

festeggiato insieme ai bambini, agli animatori e alle famiglie. Una ricorrenza che si è inserita naturalmente nella vita dell’oratorio, ricordando come il ministero sacerdotale si costruisca soprattutto nella quotidianità condivisa.

Dietro tutto questo, però, c’è stato il lavoro silenzioso di tante persone. I volontari che ogni giorno hanno preparato pranzi e merende, chi ha guidato le navette, chi ha sistemato gli spazi, chi ha dato una mano in cucina, chi ha aperto e chiuso i cancelli, chi ha pulito, chi ha semplicemente detto: “Se serve, ci sono.” È grazie a questa rete di disponibilità che l’oratorio continua a essere un luogo dove ciascuno può trovare il proprio posto.

L’estate è stata scandita anche da momenti di festa condivisa. Il tradizionale Fluo Party a Laglio, con la grigliata e una serata di musica e allegria, ha riunito ragazzi, famiglie e volontari in uno degli appuntamenti più attesi. Pochi giorni dopo, la festa conclusiva del Grest a Moltrasio ha salutato la fine delle attività con giochi, sorrisi e la proclamazione della squadra vincitrice: gli Azzurri, che hanno conquistato il primo posto dopo quattro settimane di entusiasmo e sana competizione.

Il cammino si è concluso con la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Oscar Cantoni, che ha voluto condividere con bambini, ragazzi, animatori e famiglie la conclusione del Grest. Un momento che ha ricordato a tutti come ciò che si vive in oratorio non sia soltanto un’esperienza educativa, ma anche un cammino di fede che cresce attraverso le relazioni, il servizio e la vita quotidiana.

E quando il Grest si è concluso, l’estate non era ancora finita. Una trentina tra ragazzi, animatori ed educatori è partita per il campo estivo a Ponna Intelvi, portando con sé lo stesso spirito vissuto durante le settimane di oratorio. Giorni di cammino, giochi, escursioni, preghiera, condivisione e amicizia, durante i quali il tema Bellafra ha continuato ad accompagnare il gruppo, trasformando anche la montagna in un luogo di crescita e fraternità.

Ora i cortili sono tornati silenziosi. I palloni sono stati rimessi negli armadi, i tavoli ripiegati, le casse di materiali sistemate. Gli oratori sembrano finalmente in ordine.

Ma chi li ha vissuti sa bene che quel disordine estivo non era qualcosa da eliminare.

Era il segno più bello di una comunità viva.

E, in fondo, è proprio questo che ogni estate l’oratorio prova a costruire: non semplicemente un programma di attività, ma una casa in cui ciascuno possa sentirsi accolto, crescere e lasciare un pezzetto di sé. Perché i giochi finiscono, le magliette vengono riposte e i cancelli si richiudono. Le relazioni, invece, continuano a camminare anche dopo l’estate.

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