LETTERA ALLE FAMIGLIE

Per l’inizio del nuovo Anno Pastorale.

Carissime Famiglie,

con l’inizio di un nuovo anno catechistico desideriamo rimetterci in cammino insieme, con semplicità e con il desiderio di riportare al centro ciò che davvero dà senso alla nostra vita personale e comunitaria: Gesù.

Il catechismo non è soltanto un appuntamento settimanale per i bambini e i ragazzi. È un percorso che coinvolge tutta la famiglia e che trova il suo cuore nella vita quotidiana, nella preghiera vissuta insieme e, in modo particolare, nella messa della domenica, momento in cui la comunità si ritrova, ascolta la parola e celebra insieme la presenza del Signore.

Per questo vorremmo che questo nuovo anno fosse anche l’occasione per dare nuovo slancio alla preghiera nelle nostre case e alla partecipazione alla vita della comunità. I bambini imparano la fede soprattutto vedendola vissuta: nei gesti, nelle scelte, nel tempo che come adulti decidiamo di dedicare a Dio e agli altri.

Il tema che accompagnerà l’inizio del nostro cammino ci ricorda una cosa molto semplice: “c’è un posto per te.”
C’è un posto per ogni bambino e ragazzo.
C’è un posto per ogni famiglia.
C’è un posto per chi desidera dare una mano, per chi ha un’idea, per chi può offrire un po’ del proprio tempo, per chi semplicemente sceglie di esserci.

Perché l’oratorio e la parrocchia non sono qualcosa che qualcun altro prepara per noi: sono una casa che possiamo costruire soltanto insieme. E una festa è davvero festa quando ciascuno sente di essere atteso e scopre di avere qualcosa da donare.

Papa Leone ci ricorda che una comunità in cui tutto dipende dal sacerdote, o da poche persone intorno a lui, è una comunità fragile. È un invito che sentiamo rivolto a tutti noi: essere corresponsabili, sentirci coinvolti nella vita delle nostre parrocchie e dei nostri oratori, ciascuno secondo il proprio tempo, le proprie possibilità e i propri talenti.

Non servono grandi disponibilità.A volte basta una presenza, un’ora del proprio tempo, una mano concreta, la disponibilità ad accompagnare un’attività. Ma abbiamo bisogno che ciascuno possa chiedersi: qual è il mio posto in questa comunità?

All’inizio di questo nuovo anno vorremmo allora rivolgere a tutti una semplice domanda: “c’è un posto anche per me?”. La risposta è sì.

Il passo successivo può essere altrettanto semplice: “ci sono.” Come genitore, come nonno, come catechista, come volontario, come bambino, come ragazzo, come membro di questa comunità.

Se ciascuno saprà dire il proprio piccolo ma concreto “ci sono”, potremo costruire una comunità capace di accompagnare davvero i nostri bambini e ragazzi nella fede e nella vita.

C’è un posto per te.
Ti aspettiamo.
Buon cammino a tutti!

Don Paolo

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